Piccoli passi per un futuro più verde all’OA Brera
Autrici: Patrizia Romano e Maria Rosa Panzera (Osservatorio Astronomico di Brera)

“… E questo, dove lo butto?”
Ricordiamo tutti lo smarrimento nei primi giorni dopo l’inizio della raccolta differenziata nel nostro comune, anni fa, con le istruzioni appese al frigo con un magnete e il persistente dubbio sulla corretta collocazione del tetrapak. Per molti sono ormai aneddoti del passato, ma nel caso del personale dell’INAF, che spesso vive in un comune, se non una provincia, diversa dal proprio Istituto, la vita scandita da viaggi e trasferte, la domanda non è mai faziosa ed evidenzia un problema reale. Aggiungiamo il fatto che alcuni Istituti hanno più sedi in diversi comuni ed e’ chiaro che si deve rinunciare anche alla dote salvifica dell’abitudine per gestire le Immondizie.
All’Osservatorio Astronomico di Brera, con due sedi, una a Brera (in centro a Milano, disposto su tre piani senza ascensore) e una a Merate (provincia di Lecco, diviso in tre palazzine di cui una sola con ascensore), il problema è complesso e richiede l’istruzione del singolo utente sul corretto smaltimento, un accordo pratico con la ditta che si occupa dei rifiuti sul territorio e uno col personale delle pulizie per l’eventuale cambiamento delle procedure (e in generale tanta pazienza da parte di tutti!).
Il problema quindi è stato affrontato come un progetto scientifico, a piccoli passi incrementali, a partire dall’individuazione delle criticità locali, una informale raccolta di opinioni su possibili soluzioni, comprese quelle degli ospiti stranieri e del personale della ditta di pulizie, ed infine l’esecuzione di piccole iniziative che con la collaborazione del personale ed ospiti dovrebbero favorire il corretto riciclo e smaltimento dei rifiuti.
Per ciascuna sede, abbiamo per prima cosa effettuato un censimento dei cestini e punti di raccolta rifiuti (su tutti i piani di Brera e su tutti i piani di ciascuna palazzina dei Merate). Abbiamo notato l’occasionale scorretto smaltimento dei rifiuti e in genere una cartellonistica, ove presente, stratificata nel tempo e spesso obsoleta, e quasi sempre solo in italiano. Abbiamo quindi cercato di fornire informazioni agli utenti mediante una cartellonistica aggiornata (almeno bilingue) in ogni luogo dove si raccolgono immondizie, in particolare, cucine, foresterie, sale ristoro e sale riunioni, e fornito i link ai siti delle ditte che si occupano dello smaltimento rifiuti e alle loro App per risolvere l’annosa domanda, `dove lo butto?’, nei casi meno comuni. Stiamo ancora raccogliendo dagli utenti il feedback, che non si è tardato a manifestare.
Ulteriori passi a cui stiamo correntemente lavorando includono lo smaltimento delle salviette di carta nei bagni nel riciclo della carta e non nell’indifferenziato: servirà far sì che in ogni bagno ci siano due cestini (uno per le salviette ‘pulite’ anche se bagnate, e uno per le immondizie indifferenziate). Occorrerà anche risolvere la criticità del volume e del peso dei contenitori per la raccolta che, data la mancanza di ascensori, implica trasporto di volumi e pesi per ora incompatibili col servizio di pulizia. Mentre affrontiamo questo problema, abbiamo suggerito agli utenti più volonterosi di sperimentare metodi più green di munirsi di un piccolo asciugamano per uso personale in sostituzione delle salviette di carta.
Altro piccolo passo da compiere a breve è la raccolta e smaltimento delle batterie a fine vita (attualmente le smaltiamo a casa con i rifiuti urbani): è stata contattata la ditta per lo smaltimento rifiuti urbani che provvederà a fornirci un contenitore adeguato. Nel frattempo useremo uno scatolone (di riciclo) e organizzeremo turni tra volontari per lo smaltimento appropriato presso il centro commerciale e isola ecologica più vicini.
Infine c’è lo smaltimento del PET, plastica ‘nobile’ che può essere riciclabile come PET e non finire come combustibile negli inceneritori, se conferita agli eco-compattatori distribuiti sul territorio. Analogamente a quanto visto per le salviette, la criticità è nel volume e peso dei contenitori, e l’ulteriore trasporto fuori dell’Istituto verso i compattatori. Occorre inoltre assicurarsi che se le bottiglie sono schiacciate dall’utente, lo siano in modo che ancora permetta il conferimento al compattatore (il codice a barre deve risultare leggibile dai lettori ottici del compattatore). Infine si dovranno istituire turni tra volontari per il conferimento all’isola ecologica. Per gli utenti più green abbiamo suggerito di considerare una buona borraccia che permetta di utilizzare l’acqua dell’acquedotto (eventualmente previo filtraggio) senza dover comprare, trasportare e poi smaltire bottiglie d’acqua ogni giorno.
Piccoli passi, piccole buone pratiche che speriamo ci rendano più sostenibili come Istituto.



Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026, 16:44
INAF-GREEN